I Ventisette capi di Stato dell’Ue vanno avanti compatti sulla necessità di continuare a finanziare l’Ucraina contro l’aggressione di Mosca. Come trovare i fondi però, e colmare il gap da 70 miliardi di euro per il 2027, sarà un’altra storia. “L’Unione europea continuerà a fornire, in coordinamento con gli alleati che condividono gli stessi princìpi, sostegno finanziario e militare all’Ucraina”. È quanto si legge nelle conclusioni del vertice dei leader UE appena terminato a Bruxelles, summit che ha visto la presenza del premier ucraino Volodymyr Zelensky, arrivato nella capitale belga con un giorno di anticipo rispetto a quanto originariamente previsto.
Il testo che ha messo d’accordo i 27 non fa nessuna marcia indietro rispetto alle risorse finora pianificate per Kyiv – contenute all’interno dello Strumento per l’Ucraina e del prestito da 90 miliardi -, ma allo stesso tempo lancia un avvertimento in vista dell’inverno: “serve un’ulteriore intensificazione degli sforzi al fine di rafforzare le capacità di difesa aerea e missilistica dell’Ucraina”. Mentre il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa ha ribadito la necessità di “affrontare le ulteriori esigenze di finanziamento dell’Ucraina fino al 2027”, a lanciare un campanello d’allarme è stata la presidente della Commissione Ursula von der Leyen: “Per il prossimo anno emerge un gap da 70 miliardi di euro”.
Ucraina, Zelensky guarda all’Europa mentre cresce lo scontro con Washington
Per la leader dell’esecutivo comunitario la copertura finanziaria per il 2026 a Kiev continua ad essere garantita, ma vista la guerra in corso “sarebbe stato difficile prevede lo scenario per il 2027”. Nelle parole di Zelensky la guerra contro Mosca per il prossimo anno peserà 155 miliardi sulle case ucraine e, da qui, la richiesta: “all’Ue ne chiedo 70. È una cifra realistica per tenere a bada la Russia”.
Nel corso del vertice il premier ucraino ha tenuto incontri con il presidente francese Emmanuel Macron e i premier del Belgio Bart De Wever e della Danimarca Mette Frederiksen, con l’obiettivo di cercare delle intese sui missili Patriot, gli F-16 e le munizioni per i caccia. Ma se i confronti bilaterali con i singoli Stati sul sostegno militare sembrano essere meno intricati, la questione di come finanziare economicamente i bisogni dell’Ucraina resta un nodo da sciogliere sui tavoli di confronto. Alcuni Stati – tra cui la Germania – vorrebbero utilizzare gli asset russi congelati in gran parte a Euroclear, ma come precisa un portavoce dell’esecutivo Ue la decisione sui fondi del Cremlino bloccati a Bruxelles “non era all’ordine del giorno”.
Nel mentre è stato Antonio Costa a nome dei 27, in conferenza stampa al termine del vertice, a esortare la Commissione a presentare “una proposta concreta” sui piani di finanziamento per il 2027, testo che dovrebbe arrivare nelle prossime settimane da parte di palazzo Berlaymont. In attesa che il documento passi tra le mani dei leader – verosimilmente nel corso delle prossime riunioni del Consiglio europeo – Zelensky ha scandito: “che succede se noi cadiamo? Che” i russi “ci spingeranno fuori, e in Europa arriveranno 20 milioni di profughi ucraini”.

